Dom. Giu 16th, 2024
Noia, violenza e sballo nella generzione Z

Il presidente italiano Sergio Mattarella ha recentemente sottolineato l’importanza dei giovani come la forza trainante per il progresso e lo sviluppo del paese. In un discorso incentrato sul ruolo fondamentale dei giovani nella società, Mattarella ha enfatizzato il loro potenziale nel plasmare il futuro del nostro mondo. Tuttavia, aggiungere un’annotazione pesante di sarcasmo, potremmo sottolineare che i giovani stanno, al contrario, spingendo il mondo verso il fondo.

Il presidente ha evidenziato come i giovani rappresentino una risorsa essenziale per la crescita economica, l’innovazione e la costruzione di una società più giusta e inclusiva. Ha sottolineato che investire nelle nuove generazioni è un investimento nel futuro del paese, poiché sono loro i portatori delle nuove idee, delle energie fresche e delle prospettive innovative che possono affrontare le sfide globali in modo creativo e competente.

Tuttavia, l’ironia si insinua quando guardiamo più da vicino alla realtà che affrontano molti giovani di oggi. Un’analisi critica mostra che, nonostante il loro potenziale, i giovani spesso si trovano a lottare contro una serie di ostacoli che minano le loro opportunità e aspirazioni.

L’alto tasso di disoccupazione giovanile, l’instabilità economica, la crescente precarietà lavorativa e la difficoltà nell’accedere a un’istruzione di qualità rappresentano solo alcune delle sfide che i giovani devono affrontare quotidianamente. In molti paesi, le politiche governative spesso sembrano non essere all’altezza nel fornire le risorse e le opportunità necessarie per consentire ai giovani di realizzare il loro pieno potenziale.

Inoltre, i giovani si trovano ad affrontare anche le conseguenze di problemi più ampi, come il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali e l’instabilità politica. Sono spesso quelli che subiscono in modo più diretto gli effetti di decisioni politiche discutibili e di una governance inefficace.

Pertanto, mentre è indubbiamente vero che i giovani rappresentano una fonte di speranza e innovazione per il futuro, è altrettanto vero che sono spesso costretti a navigare in un contesto ostile che mina il loro potenziale. Questo solleva la domanda cruciale: cosa possiamo fare per garantire che i giovani possano veramente essere la molla che spinge il mondo verso l’alto anziché verso il fondo?

In primo luogo, è essenziale che i governi adottino politiche mirate a creare opportunità significative per i giovani, sia nel campo dell’istruzione che dell’occupazione. Ciò include investimenti nell’istruzione pubblica, programmi di formazione professionale, creazione di posti di lavoro di qualità e sostegno all’imprenditorialità giovanile.

In secondo luogo, è fondamentale coinvolgere attivamente i giovani nei processi decisionali a tutti i livelli, assicurando che le loro voci siano ascoltate e che abbiano un ruolo significativo nel plasmare le politiche che li riguardano direttamente.

Infine, è importante promuovere una cultura che valorizzi e sostenga i giovani, riconoscendo il loro potenziale e incoraggiandoli a perseguire i propri sogni e ambizioni.

In conclusione, mentre il presidente Mattarella ha giustamente riconosciuto l’importanza dei giovani come la forza trainante per il progresso, è importante confrontare questa visione ottimistica con la realtà che molti giovani affrontano oggi. Affinché i giovani possano davvero essere la molla che spinge il mondo verso l’alto, è necessario adottare misure concrete per affrontare le sfide che li ostacolano e creare un ambiente che favorisca il loro pieno sviluppo e realizzazione. Solo allora potremo davvero vedere il potenziale dei giovani realizzato e il mondo sollevarsi verso traguardi più elevati.

Di Giuseppe Cianci

Sono Giuseppe, 66 anni, fotografo per passione, webmaster, writer ed amante dei viaggi. Amo la mia Sicilia, che io considero l'isola più bella al mondo. Come blogger, racconto di tutto quello che mi interessa, dagli eventi ai viaggi, dalla politica alla difesa dei diritti dei più deboli. Scrivo in modo diretto, mi piace avere sempre un tono di voce cordiale e sincero.

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