Mar. Apr 23rd, 2024

La festa dei morti in Sicilia è una tradizione molto antica e sentita, che si celebra il 2 novembre per ricordare i defunti e mantenere vivo il legame con loro. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, si crede che i morti tornino a visitare le case dei loro cari e lascino dei regali ai bambini, soprattutto dolci e giocattoli.

La mattina del 2 novembre, i bambini trovano il loro cesto pieno di prelibatezze, come la frutta di martorana, i pupi di zucchero, i biscotti di vario tipo e la frutta secca. Questa è anche l’occasione per visitare i cimiteri e portare fiori e candele alle tombe dei defunti. La festa dei morti in Sicilia ha origine da antichi riti pagani, come il Capodanno Celtico, che celebrava il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. La chiesa cattolica ha poi introdotto la festa di Tutti i Santi il primo novembre e la Commemorazione dei defunti il 2 novembre, per cristianizzare queste usanze. La festa dei morti in Sicilia è quindi un misto di cultura popolare e religiosa, che esprime il rispetto e l’affetto per chi non c’è più, ma anche la gioia e la speranza per chi vive.

Ad ogni modo, la tradizione  della festa dei morti negli ultimi anni sta smarrendo i connotati culturali tipici siciliani. In passato, le festività religiose erano tappe importantissime sia per le comunità di fedeli, sia per i lavoratori, in quanto i giorni di festa segnavano la pausa di riposo dalle pesanti fatiche nei campi. Il 2 Novembre era il giorno dei morti, una festività tanto cara soprattutto ai bambini perché, a differenza di oggi, in Sicilia, fino a qualche anno fa, non esisteva ancora l’usanza di scambiarsi regali la vigilia di Natale, per cui questa era l’unica occasione per ricevere doni. Contrariamente a quanto possa sembrare, in passato non era una giornata di lutto, ma di festa, soprattutto per i bambini che ricevevano in dono dai “morticini”: giocattoli e dolci.

Di Giuseppe Cianci

Sono Giuseppe, 66 anni, fotografo per passione, webmaster, writer ed amante dei viaggi. Amo la mia Sicilia, che io considero l'isola più bella al mondo. Come blogger, racconto di tutto quello che mi interessa, dagli eventi ai viaggi, dalla politica alla difesa dei diritti dei più deboli. Scrivo in modo diretto, mi piace avere sempre un tono di voce cordiale e sincero.

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